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	<title>Atlas Medica</title>
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	<description>Centro Medico Polispecialistico</description>
	<lastBuildDate>Thu, 05 Jun 2025 08:07:26 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Atlas Medica</title>
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	<item>
		<title>Spinometria e prevenzione mal di schiena</title>
		<link>https://www.atlasmedica.eu/spinometria-e-prevenzione-mal-di-schiena/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Magnani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jun 2025 08:07:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[mal di schiena]]></category>
		<category><![CDATA[Prevenzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Spinometria Formetric: La Luce che Rivela i Segreti della Tua Schiena La nostra colonna vertebrale è un capolavoro di ingegneria naturale, con le sue curve fisiologiche progettate per assorbire gli urti e consentirci un movimento fluido. Tuttavia, alterazioni di queste curve, come un&#8217;eccessiva cifosi (il cosiddetto &#8220;dorso curvo&#8221;) o una lordosi accentuata o ridotta, possono [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1 class="p1"><b>Spinometria Formetric: La Luce </b><b>che Rivela i Segreti della Tua </b><b>Schiena</b></h1>
<p class="p1">La nostra colonna vertebrale è un capolavoro di ingegneria naturale, con le sue curve fisiologiche progettate per assorbire gli urti e consentirci un movimento fluido. Tuttavia, alterazioni di queste curve, come un&#8217;eccessiva cifosi (il cosiddetto &#8220;dorso curvo&#8221;) o una lordosi accentuata o ridotta, possono portare a disagi, dolore e problematiche posturali. Oggi, la tecnologia ci offre strumenti straordinari per valutare la salute della schiena in modo preciso e non invasivo: uno di questi è la <strong>spinometria</strong> ottica Formetric.</p>
<h2 class="p1">Cos&#8217;è la Spinometria Ottica Formetric?</h2>
<p class="p1">Immaginate di poter &#8220;fotografare&#8221; la vostra colonna vertebrale in tre dimensioni, ottenendo una mappa dettagliata della sua forma e del suo allineamento, il tutto senza l’utilizzo di Raggi X. Questa è, in sintesi, la spinometria Formetric. Si tratta di una tecnologia diagnostica all&#8217;avanguardia che utilizza un sistema di luce strutturata e una telecamera per analizzare la superficie della schiena e ricostruire un modello virtuale della colonna vertebrale.</p>
<h2 class="p1">Come Funziona, in Parole Semplici?</h2>
<p class="p1">Durante l&#8217;esame, che dura pochi secondi, il paziente sta in piedi di fronte allo strumento. Un proiettore emette delle linee di luce (un pattern a griglia) sulla schiena nuda. Una telecamera digitale acquisisce l&#8217;immagine di queste linee, che appaiono deformate in base alla morfologia della schiena. Un software sofisticato analizza queste deformazioni e, attraverso complessi algoritmi, ricostruisce la forma tridimensionale della colonna vertebrale, calcolando angoli, rotazioni e asimmetrie.</p>
<h2 class="p1">L&#8217;Importanza nella Valutazione delle Curve della Schiena</h2>
<p class="p1">La spinometria Formetric è uno strumento preziosissimo per il fisioterapista e il medico specialista nella valutazione di diverse condizioni:</p>
<p class="p1"><b>1. Cifosi Dorsale (Dorso Curvo):</b> Permette di misurare con precisione l&#8217;angolo della cifosi, distinguendo tra un atteggiamento cifotico (spesso correggibile con esercizi) e una cifosi strutturata. È fondamentale per monitorare l&#8217;evoluzione, soprattutto durante l&#8217;adolescenza (come nel Morbo di Scheuermann) o in età adulta.</p>
<p class="p1"><b>2. Lordosi Lombare e Cervicale:</b> La Formetric quantifica l&#8217;entità delle curve lordotiche. Una lordosi può essere eccessiva (iperlordosi), causando stress sulle faccette articolari posteriori, oppure ridotta o addirittura invertita (rettilineizzazione), portando a una ridotta capacità di assorbimento degli shock e a rigidità.</p>
<p class="p1"><b>3. Rettilineizzazione delle Curve Fisiologiche (&#8220;Flat Back&#8221;):</b> Questa condizione, caratterizzata dalla perdita delle normali curve, viene chiaramente evidenziata dalla spinometria. Un &#8220;dorso piatto&#8221; può predisporre a dolori e a una minore tolleranza ai carichi. In un quadro di dorso piatto, la struttura di ammortizzamento diventa il disco intervertebrale che, a causa di unamaggiore sollecitazione, può disidratarsi e causare bugnino e/o riduzione della distanza tra le vertebre.</p>
<p class="p1"><b>4. Valutazione Posturale Globale:</b> Oltre alle curve sul piano sagittale (cifosi e lordosi), la Formetric rileva anche asimmetrie del bacino, delle spalle, e rotazioni vertebrali, fornendo un quadro completo dell&#8217;assetto posturale. Questo è cruciale anche nella scoliosi, ma il suo valore si estende a tutte le alterazioni della colonna.</p>
<p class="p1"><b>5. Monitoraggio Senza Radiazioni:</b> Uno dei vantaggi principali è l&#8217;assenza totale di radiazioni ionizzanti (Raggi X). Questo la rende ideale per controlli frequenti, soprattutto in età evolutiva o nel monitoraggio dell&#8217;efficacia di un trattamento fisioterapico o dell&#8217;utilizzo di un corsetto, senza esporre il paziente a rischi inutili.</p>
<h2 class="p1">Un Alleato per la Diagnosi e il Trattamento</h2>
<p class="p1">La spinometria Formetric non sostituisce l&#8217;esame clinico del fisioterapista o del medico, ma lo integra potentemente, fornendo dati oggettivi e misurabili che aiutano a:</p>
<p class="p1">* Effettuare una diagnosi più precisa.</p>
<p class="p1">* Pianificare un trattamento riabilitativo personalizzato.</p>
<p class="p1">* Monitorare i progressi nel tempo in modo affidabile.</p>
<p class="p1">* Valutare l&#8217;impatto di plantari, bite o altri ausili sulla postura.</p>
<p class="p1">In conclusione, la spinometria ottica Formetric rappresenta un passo avanti significativo nella cura e nella prevenzione dei disturbi della colonna vertebrale. È uno strumento che illumina, letteralmente, la strada verso una diagnosi più accurata e un approccio terapeutico più mirato per mantenere la nostra schiena in salute.</p>
<p>Contattaci allo <strong>0521 981697</strong> per fissare un appuntamento</p>
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		<title>Ozonoterapia : più difese immunitarie nella fase 2 del Coronavirus</title>
		<link>https://www.atlasmedica.eu/ozonoterapia-coronavirus/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Magnani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2020 16:01:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;ozonoterapia potrebbe rivelarsi “l’arma in più” contro il  coronavirus nella cosiddetta “fase 2” della pandemia, perché aumenta le difese immunitarie. E’ noto che per il COVID-19 non ci sono farmaci antivirali specifici, per cui in questi mesi si è provato un po’ di tutto (clic). Alcuni trattamenti, ad esempio con farmaci  antimalarici e  antireumatici,  si [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright wp-image-1807" title="Difenditi dal Coronavirus con l'OZONOTERAPIA" src="https://www.atlasmedica.eu/wp-content/uploads/fusion-medical-animation-rnr8D3FNUNY-unsplash-300x169.jpg" alt="Immagine con headline: ozonoterapia contro il coronavirus" width="389" height="219" srcset="https://www.atlasmedica.eu/wp-content/uploads/fusion-medical-animation-rnr8D3FNUNY-unsplash-300x169.jpg 300w, https://www.atlasmedica.eu/wp-content/uploads/fusion-medical-animation-rnr8D3FNUNY-unsplash-768x432.jpg 768w, https://www.atlasmedica.eu/wp-content/uploads/fusion-medical-animation-rnr8D3FNUNY-unsplash-1024x576.jpg 1024w, https://www.atlasmedica.eu/wp-content/uploads/fusion-medical-animation-rnr8D3FNUNY-unsplash-200x113.jpg 200w, https://www.atlasmedica.eu/wp-content/uploads/fusion-medical-animation-rnr8D3FNUNY-unsplash-400x225.jpg 400w, https://www.atlasmedica.eu/wp-content/uploads/fusion-medical-animation-rnr8D3FNUNY-unsplash-600x338.jpg 600w, https://www.atlasmedica.eu/wp-content/uploads/fusion-medical-animation-rnr8D3FNUNY-unsplash-800x450.jpg 800w, https://www.atlasmedica.eu/wp-content/uploads/fusion-medical-animation-rnr8D3FNUNY-unsplash-1200x675.jpg 1200w" sizes="(max-width: 389px) 100vw, 389px" /><strong>L&#8217;ozonoterapia potrebbe rivelarsi “l’arma in più” contro il  coronavirus</strong> nella cosiddetta “fase 2” della pandemia, perché aumenta le difese immunitarie. E’ noto che per il COVID-19 non ci sono farmaci antivirali specifici, per cui in questi mesi si è provato un po’ di tutto (clic). Alcuni trattamenti, ad esempio con farmaci  antimalarici e  antireumatici,  si sono rivelati utili. Tra questi, anche l’ossigeno-ozono-terapia. E&#8217; una cura nota già da anni, ma purtroppo ancora ritenuta da molti (e a torto) “alternativa”.</p>
<p>Negli ospedali dove è stata usata, <strong>l’ozonoterapia si è rivelata efficace contro il coronavirus</strong>. All’ospedale di Udine il Prof. De Monte (Azienda Sanitaria Universitaria “Friuli Centrale”) ha trattato con ozonoterapia 36 pazienti con polmonite e difficoltà respiratorie (clic). Di questi, solo uno è stato intubato, gli altri sono tutti migliorati rapidamente e alcuni sono stati dimessi a breve dall’ospedale. Il Prof. Franzini,  presidente della SIOOT (Società Italiana di Ossigeno Ozono Terapia), riferisce quanto segue: nei  16 ospedali che utilizzano l’ossigeno-ozono in maniera precoce nei pazienti con coronavirus  si è visto che questa terapia impedisce le gravi conseguenze del coronavirus sui polmoni e sulla microcircolazione”.</p>
<p><a href="https://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2020/04/14/franzini-ozonoterapia-precoce-efficace-covid-non-intasa-ospedali_9YfIWE3ckTggieAPI9zQII.html?refresh_ce">Franzini</a>, tra i massimi esperti mondiali in materia di ozono, ribadisce 4 azioni ben note dell’ozonoterapia che ne spiegano l’efficacia nei pazienti colpiti dal virus COVID-19</p>
<ul>
<li>Un&#8217;azione antivirale diretta dell’ozono, che distrugge gli involucri capsulari dei virus.</li>
<li>Una migliore saturazione di ossigeno nel sangue</li>
<li>Un&#8217;attività antitrombotica dell’ozono, largamente descritta in letteratura scientifica</li>
<li>Il potenziamento delle difese immunitarie per la stimolazione di sostanze che attivano le difese immunitarie con cellule come i linfociti e i macrofagi.</li>
</ul>
<p>E’ proprio il <strong>potenziamento delle difese immunitarie</strong> che potrebbe essere importante nella fase 2 della pandemia per  i soggetti &#8220;a rischio&#8221;. Infatti, non a tutti il coronavirus provoca gli stessi sintomi: in certi casi si sono complicanze gravi.   Soprattutto gli anziani con patologie croniche e sistema immunitario indebolito sono a rischio. Si sono viste forme con   polmonite e necessità di ricovero in ospedale (15% dei casi) o addirittura in terapia intensiva (5% dei casi). Anche la mortalità mostra una forte correlazione: in Italia il 96% delle persone decedute per Covid-19 avevano oltre i 60 anni e il 99% di essi aveva almeno una patologia concomitante (clic).</p>
<p><strong> L’ozonoterapia aumenta le difese immunitarie</strong>, anche eseguita in soggetti non ammalati,  potenziando la cosiddetta immunità primaria. Questa  è il primo meccanismo che abbiamo “già pronto” e ci difende da tutte le   infezioni.  Abbiamo anche  l’immunità secondaria, cioè la produzione di anticorpi, ma essa si   instaura ben più lentamente durante la malattia. Dopo la malattia, gli anticorpi specifici contro l’agente infettante si trovano nel sangue e impediscono ulteriori infezioni da parte di  quel microrganismo.</p>
<p><strong>Nella fase 2 il coronavirus continuerà a circolare per molti mesi</strong> e tutti saranno a rischio di contagio (tranne forse quelli già guariti e quindi immuni). Gli altri saranno vulnerabili e, soprattutto gli anziani e i portatori di patologie croniche, saranno ancora particolarmente a rischio di complicanze gravi. E&#8217; in questi soggetti che vediamo una particolare indicazione alla ozonoterapia, una <a href="https://www.atlasmedica.eu/prestazioni/ozonoterapia-parma/">procedura </a>semplice e priva di controindicazioni. Si prelevano al paziente 200 millilitri di sangue, che sono lasciati interagire con l’ozono per una decina di minuti e gli vengono poi reiniettati .</p>
<p>Tre-quattro sedute è il numero delle procedure attuate negli ospedali che hanno utilizzato con successo l’ozonoterapia nei pazienti COVID. Chiunque desideri rafforzare le proprie difese immunitarie può sottoporsi a questa procedura sicura, non dolorosa e totalmente priva di effetti collaterali.</p>
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		<item>
		<title>Fibromialgia: l&#8217;intervento dello psicologo</title>
		<link>https://www.atlasmedica.eu/fibromialgia-psicologo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Magnani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2020 10:42:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Fibromialgia è una malattia cronica complessa, la cui eziologia può essere compresa facendo riferimento ad un modello bio-psico-sociale: vale a dire che, non essendo ipotizzabile una causa univoca, questa sindrome è considerata come risultante dell&#8217;interazione tra fattori biologici, psicologici e sociali. Tale complessità rende particolarmente indicato un approccio multidisciplinare, in cui la persona è [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Fibromialgia è una <strong>malattia cronica complessa</strong>, la cui <strong>eziologia</strong> può essere compresa facendo riferimento ad un modello bio-psico-sociale: vale a dire che, non essendo ipotizzabile una causa univoca, questa sindrome è considerata come risultante <strong>dell&#8217;interazione tra fattori biologici, psicologici e sociali.</strong></p>
<p>Tale complessità rende particolarmente indicato un approccio multidisciplinare, in cui la persona è presa in carico da diverse figure professionali che collaborano per affrontare tutti gli aspetti legati alla patologia.</p>
<h4><strong>Perché anche lo Psicologo?</strong></h4>
<p>Le persone che hanno ricevuto una diagnosi di Fibromialgia hanno alle spalle solitamente un iter piuttosto lungo e complicato. In genere hanno visto <strong>molti specialisti </strong>e si sono sottoposte a <strong>vari test alla ricerca di una causa per i loro sintomi</strong>. Inoltre l&#8217;assenza di alterazioni specifiche negli esami di laboratorio e la mancanza di un danno anatomico a cui poter ricondurre il dolore, fa sì che <strong>spesso non vengano ascoltate e prese sul serio</strong>. Familiari, amici e qualche volta anche gli stessi sanitari possono dubitare della realtà del dolore lamentato e portare il paziente a provare rabbia e frustrazione. <strong>Accogliere e validare la loro sofferenza è quindi un passo fondamentale del percorso di cura.</strong></p>
<h4><strong>Psicoterapia e dolore cronico</strong></h4>
<p>Il <strong>dolore </strong>(anche quello causato dalla Fibromialgia) può essere considerato<strong> un&#8217;esperienza compless</strong>a che deriva dall&#8217;interazione di una <strong>componente somato-sensoriale</strong> e di una <strong>componente emotivo-cognitiva: </strong>in questa prospettiva le caratteristiche psicologiche delle persone e le strategie di coping che mettono in atto per affrontare la sofferenza e la malattia hanno un ruolo importante nel <strong>modulare la percezione del dolore</strong>.</p>
<p>Per comprendere <strong>in che modo le terapie psicologiche possano essere utili</strong> è importante conoscere come il <strong>dolore influenzi il funzionamento psicologico.</strong> Un dolore continuo e persistente può dare luogo a <strong>pensieri e comportamenti disfunzionali</strong> (controproducenti per la persona), che peggiorano la qualità di vita e prolungano l’esperienza del dolore stesso.</p>
<p>Inoltre, le persone che soffrono di Fibromialgia e dolore cronico hanno una maggiore vulnerabilità a diversi disturbi di natura psicologica, tra cui <strong>depressione e ansia</strong>.</p>
<p>La terapia cognitivo-comportamentale (CBT) per il dolore cronico si focalizza, quindi, sulle <strong>risposte disfunzionali comportamentali e cognitive al dolore</strong> e sulle <strong>contingenze sociali e ambientali</strong> che possono modificare la reazione ad esso.</p>
<p>Nelle persone con Fibromialgia si riscontra spesso la <strong>tendenza alla “catastrofizzazione”</strong> che amplifica gli effetti negativi del dolore (ma anche delle attività di vita). A questo si accompagnano rimuginazione e sentimenti di impotenza. Le persone con tendenza alla catastrofizzazione hanno una minore percezione di controllo del dolore, un funzionamento sociale ed emotivo peggiore e una maggiore difficoltà ad aderire ai trattamenti medici.</p>
<p>La psicoterapia si focalizza anche sulla <strong>paura del dolore</strong>, cioè sul timore di procurarsi una lesione o di peggiorare la propria condizione fisica svolgendo attività di vita quotidiana o anche “sportive”. Questa paura può creare un <strong>aumento dell’intensità del dolore percepito</strong> e una <strong>maggiore disabilità</strong>, poichè porta l’individuo a mettere in atto comportamenti passivi e di evitamento di varie situazioni sociali e di vita. Affrontare tale paura è fondamentale per non rallentare o bloccare il recupero conseguente alla riabilitazione fisica.</p>
<p>Il <strong>modello cognitivo-comportamentale</strong> è stato recentemente ampliato grazie ai cosìddetti approcci di terza generazione tra i quali la <strong>Mindfulness based cognitive therapy</strong> (MBTC) e l’<strong>Acceptance and Committment therapy </strong>(ACT) che si focalizzano sulla <strong>promozione dell’accettazione del dolore cronico. </strong>Tali approcci migliorano il benessere emotivo e il coinvolgimento in obiettivi personali non legati al dolore. Molta attenzione viene data al modello della <strong>flessibilità psicologica</strong>, l’abilità di impegnarsi nel momento presente, a livello emotivo, cognitivo e comportamentale, attraverso attività ed azioni che siano in linea con i propri valori e scopi.</p>
<p>Il focus di questi approcci è <strong>modificare il modo in cui la persona con Fibromialgia entra in relazione con i propri eventi interiori</strong>, sia fisici che psicologici (pensieri ed emozioni) e quindi anche con il dolore, sostenendo un atteggiamento non giudicante di apertura ed accoglienza.</p>
<p>Il lavoro in psicoterapia si focalizza sulla <strong>riduzione delle reazioni emotive negative al dolore e dei tentativi di fronteggiamento basati su controllo ed evitamento</strong> al fine di permettere alla persona di <strong>utilizzare le proprie risorse cognitive ed emotive per il perseguimento di obiettivi di vita più gratificanti.</strong></p>
<p>Articolo a cura della <a href="http://laraferraripsicoterapeuta.it">Dott.ssa Lara Ferrari</a></p>
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		<item>
		<title>DIETA &#8211; Come sopravvivere alla cena fuori</title>
		<link>https://www.atlasmedica.eu/dieta-sopravvivenza-cena-fuori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Magnani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jul 2019 08:49:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[nutrizione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quante volte siamo a dieta e ci capita un invito fuori (o magari più di uno)? Che fare? Chiudersi in casa come eremiti per tutto il periodo della dieta? Fingere un malore e farsi accompagnare al pronto soccorso sul più bello? Strafogarsi per essere poi assaliti dai sensi di colpa per le troppe calorie? Se [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quante volte siamo a <strong>dieta</strong> e ci capita un <strong>invito fuori</strong> (o magari più di uno)? Che fare? Chiudersi in casa come eremiti per tutto il periodo della dieta? Fingere un malore e farsi accompagnare al pronto soccorso sul più bello? Strafogarsi per essere poi assaliti dai <strong>sensi di colpa </strong>per le troppe calorie?</p>
<p>Se non avete voglia di giocarvi il pasto libero, che in genere è concesso 1 volta a settimana in molte diete, o magari non potete perchè è il terzo invito che ricevete quella settimana, la regola è <strong>niente panico</strong> e seguire questi semplici consigli</p>
<h4>1 Niente digiuno preventivo</h4>
<p>Non serve a nulla <strong>saltare</strong> il pranzo, se non a farci sentire più affamati a cena e consumare molte più calorie di quelle che dovremmo. Possiamo senz&#8217;altro restare un po&#8217; più leggeri, ma saltare mai.</p>
<h4>2 Non spizzicare</h4>
<p>Resistete alla tentazione di <strong>smangiucchiare</strong> pane e grissini appena seduti a tavola. Sono calorie extra che andrete a consumare in più oltre alla normale cena.</p>
<h4>3 Scegliete bene dal menù</h4>
<p>Se siete a ristorante, di sicuro nella proposta ci sarà qualcosa di appetitoso e che ben si adatta alle vostre necessità. In genere consiglio un <strong>secondo</strong> che, abbinato a delle verdure e ad un po&#8217; di pane o patate al forno costituisce un ottimo pasto ben bilanciato.</p>
<h4>4 Non fatevi mancare il contorno</h4>
<p>Magari delle <strong>verdure</strong> grigliate, o qualcosa che a casa non vi preparate molto spesso. Anche se avete preso un primo il contorno non dovrebbe mancare mai. Perfetti i posti che offrono un buffet di verdure, da poter prendere anche come antipasto.</p>
<h4>5 Non esagerate con i carboidrati</h4>
<p>Evitate di prendere le bruschette di antipasto, poi un primo e di smangiucchiare il pane. Un carico di <strong>carboidrati</strong> eccessivo e non necessario.</p>
<h4>6 Non pescare dagli altri piatti</h4>
<p>Abbiamo rinunciato all&#8217;antipasto o al primo e adesso siamo a <strong>rubacchiare dai piatti</strong> degli altri. Sembra poco ma in realtà spesso è più facile perdere il controllo sui quantitativi di quello che non abbiamo direttamente nel piatto.</p>
<h4>7 Bevande</h4>
<p>Non trascurate mai l&#8217;apporto calorico del<strong> vino</strong> o della <strong>birra</strong>. Meglio andare ad acqua per quanto possibile. Volendo possiamo giusto assaggiare un po&#8217; di vino, ma evitiamo la classica bottiglia in due! Paradossalmente le bevande “zero” sono effettivamente prive di calorie e benchè tutt&#8217;altro che salubri, potrebbero rappresentare un compromesso.</p>
<h4>8 Dolce</h4>
<p>Ideale è un <strong>dolce</strong> leggero come un sorbetto, se proprio non volete rinunciarvi. Evitiamo il tortino di triplo cioccolato affogato nel rum!</p>
<h4>9 Ammazzacaffè</h4>
<p>Evitate i <strong>superalcolici</strong>. Sebbene i quantitativi possano sembrare piccoli sono sempre molte calorie aggiunte.</p>
<h4>10 Niente digiuni post-sgarro</h4>
<p>Come non serve a nulla <strong>digiunare</strong> prima, nemmeno stare a stecchetto il giorno dopo servirà a nulla. Il nostro organismo ha bisogno di un apporto calorico corretto giornaliero. Godiamoci quindi una cena senza stress aggiuntivi.</p>
<p>Articolo a cura della Dott.ssa <a href="http://www.serenaravasini.it">Serena Ravasini</a></p>
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		<item>
		<title>L&#8217;alimentazione sana è solo una questione di &#8220;cibo&#8221;?</title>
		<link>https://www.atlasmedica.eu/sana-alimentazione-solo-cibo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Magnani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Jun 2019 16:13:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
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		<category><![CDATA[stile di vitta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una sana alimentazione deve avere molte caratteristiche, alcune oggettive, che tutti bene o male conosciamo come l&#8217;importanza di un abbondante consumo di frutta e verdura o di acqua e altre molto più soggettive che considerano non il cibo in sé, ma come esso si sposi con il nostro stile di vita e come ci possano [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: normal;">Una <a href="https://www.atlasmedica.eu/prestazioni/nutrizionista-parma/"><strong>sana alimentazione</strong></a> deve avere molte caratteristiche, alcune oggettive, che tutti bene o male conosciamo come l&#8217;importanza di un abbondante consumo di <strong>frutta</strong> e<strong> verdura</strong> o di acqua e altre molto più soggettive che considerano non il cibo in sé, ma come esso si sposi con il nostro <strong>stile di vita</strong> e come ci possano aiutare a migliorarlo.</span></p>
<p><span style="font-size: normal;">Vediamo quali sono i punti più importanti e capiamo insieme come alcuni siano molto più semplici da mettere in pratica di quanto non si possa immaginare!</span></p>
<h3><strong><span style="font-size: normal;">1 Varietà</span></strong></h3>
<p><span style="font-size: normal;">La natura ci mette a disposizione tutta una serie di alimenti, ognuno unico come<strong> caratteristiche nutrizionali</strong> e <strong>benefici</strong> ed ognuno in grado di aiutarci in modo diverso. Ma troppo spesso siamo abitudinari e tendiamo a consumare sempre le stesse cose, magari anche nelle stesse preparazioni. Troppo spesso ci scordiamo proprio di alcune categorie di alimenti, che magari ci piacciono anche, ma chissà perchè non li mangiamo mai. I legumi ad esempio, perchè non sappiamo con cosa abbinarli, o le uova che chissà come mai le vediamo bene solo nelle torte. Perchè quindi non farci uno schemino settimanale di frequenze, in modo da assicuraci di aver esplorato tutta la gamma di possibilità che la natura ci offre?</span></p>
<h3><strong><span style="font-size: normal;">2 Alimenti lavorati e/o confezionati</span></strong></h3>
<p><span style="font-size: normal;">Non ci pensiamo mai ma quando rinunciamo al <strong>prodotto naturale</strong> in favore di un <strong>prodotto commerciale</strong> lavorato, non stiamo solo rinunciando ad importanti nutrienti persi nella lavorazione stessa (pensiamo ad esempio alla perdita di fibra nella lavorazione dei cereali) ma anche al sapore originario e vero dell&#8217;alimento. Siamo così abituati a ricercare sempre gli stessi sapori che, comprando una pasta di farro o di legumi, ci aspettiamo il sapore della pasta classica e magari ci lamentiamo anche che così non sia. Dovremmo invece imparare ad apprezzare il sapore naturale del cibo, consumato nella sua forma originaria, senza aggiunta di zuccheri o grassi e senza che assomigli a qualcos&#8217;altro. Perchè non stabilire un giorno in famiglia in cui provare un cibo nuovo o in una forma in cui non lo abbiamo mai provato?</span></p>
<h3><strong><span style="font-size: normal;">3 Tempo</span></strong></h3>
<p><span style="font-size: normal;">Ah, il tempo. Quante volte ci siamo detti: se avessi più tempo quante cose potrei fare. E quante volte abbiamo pensato che la causa della nostra <strong>alimentazione disordinata</strong> sia solo la mancanza di tempo. Tempo per preparare, tempo per cucinare, tempo per fare la spesa, tempo per mangiare con calma. La verità è che abbiamo si uno stile di vita frenetico, ma spesso si tratta solo di ritagliarci 10 minuti in più. Non serve ogni volta cucinare il pranzo di Natale, anche una cosa rapida o un piatto unico e bilanciato da potersi portare a lavoro al posto del solito panino che inevitabilmente ci si pianta sullo stomaco. Pochi accorgimenti in genere bastano, e vi sorprenderà come, alla fine, il tempo lo si possa anche guadagnare.</span></p>
<h3><strong><span style="font-size: normal;">4 Disponibilità</span></strong></h3>
<p><span style="font-size: normal;">L’offerta forse fin troppo ampia di alimenti spesso ci induce ad acquistare, e mangiare<strong> più del necessario</strong>. Ciò può incidere sulla nostra salute sbilanciando l’apporto calorico introdotto rispetto all’effettivo fabbisogno e ci induce anche a sprecare di più. Con conseguenze anche sul nostro portafoglio! La perenne disponibilità di cibo in frigorifero e dispensa ci induce troppo spesso a fuori pasto non previsti, o aggiunte extra alla fine di un pasto già completo di per sé. Dovremmo imparare ad acquistare solo ciò di cui abbiamo realmente bisogno, preparando magari una lista della spesa dettagliata e senza indulgere troppo nella tentazione di lanciare le cose nel carrello seguendo solo la nostra ispirazione.</span></p>
<h3><strong><span style="font-size: normal;">5 Risposte</span></strong></h3>
<p><span style="font-size: normal;">Utilizziamo spesso il cibo come <strong>risposta</strong> ad un<strong> bisogno emotivo</strong>, che nulla ha a che vedere con la fame. Se siamo tristi ci consola, se siamo felici ci fa festeggiare, se siamo soli ci tiene compagnia, se siamo nervosi ci rilassa. Ma ahimè è spesso la risposta sbagliata e poco dopo stiamo male come prima se non peggio. Dobbiamo imparare ad identificare le risposte giuste alle domande che il nostro organismo ci pone. Se siamo soli usciamo, se siamo tristi o nervosi facciamo un po&#8217; di attività fisica, se siamo depressi cerchiamo di capire le cause del nostro malessere. E poi ogni tanto invece concediamoci un bel <strong>premio</strong>, ma non come risposta ad un bisogno emotivo, ma come coccola che facciamo consapevolmente a noi stessi, senza sensi di colpa o ripensamenti. Il nostro dolce preferito, o una cena fuori con chi amiamo. Non potrà che farci bene all&#8217;umore.</span></p>
<p>Articolo a cura della <a href="http://www.serenaravasini.it">Dott.ssa Ravasini Serena</a></p>
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		<title>Piccolo manuale per una schiena in salute</title>
		<link>https://www.atlasmedica.eu/mal-di-schiena-cosa-fare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminatlas]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Apr 2018 09:12:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[dolore]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[schiena]]></category>
		<category><![CDATA[terapia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giovanni Magnani – Atlas Medica Parma Questo “micro-manuale” nasce da un dato scientifico assodato: il mal di schiena affligge il 90% degli italiani e 6 persone su 10 ne soffrono ogni settimana. Il ricorrere del dolore vertebrale altera la qualità di vita e limita le attività lavorative, domestiche e di svago. Nel tempo può portare a limitazioni e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>Giovanni Magnani – Atlas Medica Parma</strong></p>
<p>Questo “micro-manuale” nasce da un dato scientifico assodato: il <a href="https://www.atlasmedica.eu/prestazioni/terapia-colonna-vertebrale-parma/">mal di schiena</a> affligge il 90% degli italiani e 6 persone su 10 ne soffrono ogni settimana. Il ricorrere del dolore vertebrale altera la qualità di vita e limita le attività lavorative, domestiche e di svago. Nel tempo può portare a limitazioni e invalidità.<br />
Come mantenere in salute la colonna vertebrale per tutto il lungo arco della vita (biologica e lavorativa)?</p>
<p>Le tipologie offerte dal mercato per la cura della colonna vertebrale sono veramente tantissime, il che spesso disorienta il paziente e gli impedisce di trovare le soluzioni più specifiche ed efficaci per il suo problema.<br />
Come usare correttamente la colonna per una buona <strong>prevenzione</strong>? In che modo le alterazioni della <strong>postura</strong> possono danneggiare la salute della colonna? Chi consultare per una <strong>diagnosi</strong> corretta e una terapia appropriata quando la colonna si ammala? Quali esami fare e come interpretarli? Come analizzare la postura? Oggi la figura professionale di riferimento per la cura della colonna vertebrale è il Medico Fisiatra. In quanto Medico il Fisiatra ha le capacità e il compito di fare diagnosi, ma anche di prescrivere le cure più appropriate al singolo paziente (ogni caso è diverso dagli altri). Se occorre, il Fisiatra di effettua direttamente certe cure, oppure lavora in team con il fisioterapista su un progetto riabilitativo definito al momento della diagnosi.</p>
<p>Ecco alcuni consigli del Fisiatra per orientarsi nella scelta dei percorsi di cura più appropriati.</p>
<h3>MAL DI SCHIENA: I CONSIGLI DEL FISIATRA</h3>
<p><strong>PREMESSA</strong> &#8211; Prima cosa è la PREVENZIONE: prestare sempre attenzione alla colonna vertebrale (anche quando stiamo bene!). Al lavoro flettere sempre le ginocchia sollevando pesi dal basso. In giardino rimanere piegati mantenendo la schiena estesa. In ufficio sedersi soprattutto in punta di sedia e mantenere la schiena in lordosi. Infine, evitare sforzi cui la schiena non è abituata: possono provocare lesioni ai dischi intervertebrali.</p>
<ol>
<li>Ai <strong>PRIMI DISTURBI</strong>: non sottovalutare il dolore lombare o cervicale se è lieve.<br />
Controllare con il medico se la struttura della colonna è a rischio di lesioni. La Spinometria (analisi posturale topografica della colonna) può individuare facilmente le anomalie posturali e facilitare l’adozione di idonee strategie preventive.</li>
<li>Se <strong>IL DOLORE</strong> è intenso, ricorrente o persistente occorre individuare con precisione la causa, cioè fare diagnosi ricorrendo a uno Specialista che identifichi la patologia all’origine dei disturbi e possa indicare, caso per caso, il percorso di cura più appropriato.</li>
<li>I <strong>FARMACI ANTIDOLORIFICI</strong> sono la cura più semplice e immediata che il paziente di solito si autosomministra per il mal di schiena. Se non funzionano è meglio consultare il proprio Medico Curante.</li>
<li>Le <strong>CURE FISICHE</strong> (massaggi, laser, tecar, etc) non agiscono sulla malattia, ma solo sul sintomo dolore. In quanto solo sintomatiche, non vengono più erogate dal SSN, ma sono comunque utili in molti casi.</li>
<li>La <strong>FISIOKINESITERAPIA</strong> (esercizi somministrati da un Fisioterapista con obiettivi di cura) ha effetti rieducativi soprattutto se fatta fuori dalla fase dolorosa: ripristina mobilità, tono muscolare, coordinazione e postura, essenziali per evitare recidive dolorose.</li>
<li>Le <strong>CURE EFFETTUATE DIRETTAMENTE DAL MEDICO FISIATRA</strong> sono le manipolazioni vertebrali (chiroterapia), la terapia del dolore (infiltrazioni) e l’ozonoterapia. Queste cure sono di particolare efficacia nei casi più impegnativi e richiedono competenza specialistica.</li>
<li><strong>L’ESERCIZIO FISICO</strong> (running, palestra, pilates, yoga, sport vari) è salutare solo per coloro che stanno bene. Non è mai una cura e va praticato solo accertando prima le buone condizioni dell’apparato locomotore.</li>
<li><strong>L’OSTEOPATIA</strong> è una tecnica di benessere per tensioni, contratture, riequilibrio neurovegetativo. Non è una terapia, ma alcuni medici e fisioterapisti utilizzano efficacemente tecniche osteopatiche come supporto alle cure.</li>
</ol>
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		<title>Congresso AMIA Milano: ozonoterapia anti-aging</title>
		<link>https://www.atlasmedica.eu/congresso-amia-milano-ozonoterapia-anti-aging/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminatlas]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Apr 2018 09:12:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le nuove tendenze dell&#8217;anti-aging L’ozonoterapia è ormai riconosciuta come una terapia coadiuvante grazie ai numerosi dati scientifici a prova della sua efficacia in virtù di numerose proprietà: antinfiammatoria, antibatterica, antivirale, antiedemigena, antidolorifica ed anti-aging. L’ozono infatti induce un aumento di trofismo negli organi e nei tessuti, migliora l’ossigenazione di tutto l’organismo e previene i danni [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Le nuove tendenze dell&#8217;anti-aging</h2>
<p>L’ozonoterapia è ormai riconosciuta come una <strong>terapia coadiuvante</strong> grazie ai numerosi dati scientifici a prova della sua efficacia in virtù di <strong>numerose proprietà</strong>: antinfiammatoria, antibatterica, antivirale, antiedemigena, antidolorifica ed anti-aging. L’ozono infatti induce un aumento di trofismo negli organi e nei tessuti, <strong>migliora l’ossigenazione</strong> di tutto l’organismo e <strong>previene i danni</strong> provocati sul cervello dallo stress ossidativo.<br />
Tale principio attivo trova numerose applicazioni anche nella <strong>Medicina Estetica.</strong> L&#8217;ozonoterapia è indicata nel <strong>trattamento della cellulite</strong> poiché, essendo capace di scindere gli acidi grassi a catena lunga, ne semplifica l’espulsione, rigenerando così la circolazione dei capillari e riducendo l’edema. Inoltre è particolarmente idoneo per <strong>trattamenti anti-aging</strong> di viso e décolleté.<br />
In un congresso dell’Associazione Italiana Medici Anti-Aging il fondatore di Atlas Medica il Dr. Giovanni Magnani ha presentato le potenzialità dell’ozono. Ha ricordato inoltre che la terapia deve essere praticata da un medico esperto che segua le procedure ed i protocolli dettati dalla Società Scientifica di Ossigeno-Ozono Terapia riconosciuta dal Ministero della Salute.</p>
<p><a href="/wp-content/uploads/ozonoterapia-protocolli-anti-aging-e-in-medicina-estetica.pdf" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-1666 size-medium" src="https://www.atlasmedica.eu/wp-content/uploads/ozonoterapia-protocolli-anti-aging-e-in-medicina-estetica-1-300x235.jpg" alt="" width="300" height="235" srcset="https://www.atlasmedica.eu/wp-content/uploads/ozonoterapia-protocolli-anti-aging-e-in-medicina-estetica-1-300x235.jpg 300w, https://www.atlasmedica.eu/wp-content/uploads/ozonoterapia-protocolli-anti-aging-e-in-medicina-estetica-1-200x156.jpg 200w, https://www.atlasmedica.eu/wp-content/uploads/ozonoterapia-protocolli-anti-aging-e-in-medicina-estetica-1-400x313.jpg 400w, https://www.atlasmedica.eu/wp-content/uploads/ozonoterapia-protocolli-anti-aging-e-in-medicina-estetica-1.jpg 500w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
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		<title>TMA – Tecnica di Movimentazione Attiva</title>
		<link>https://www.atlasmedica.eu/tecnica-di-movimentazione-attiva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminatlas]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Apr 2018 09:12:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La TMA come svolta nella movimentazione umana Le tradizionali tecniche di movimentazione umana che prevedono la passività del disabile possono risultare estremamente faticose o addirittura pericolose. L’operatore, o chi si occupa di coadiuvare l’invalido, rischia spesso contusioni o lesioni lombari. Lo stesso assistito può scivolare e procurarsi ulteriori danni durante le manovre. Il Dr. Giovanni [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>La TMA come svolta nella movimentazione umana</h2>
<p>Le tradizionali tecniche di movimentazione umana che prevedono la <strong>passività del disabile</strong> possono risultare estremamente faticose o addirittura pericolose. L’operatore, o chi si occupa di coadiuvare l’invalido, rischia spesso <strong>contusioni o lesioni lombari. </strong>Lo stesso assistito può scivolare e procurarsi ulteriori danni durante le manovre.<br />
Il Dr. Giovanni Magnani, esperto Medico Fisiatra, professore universitario e consulente di rinomata fama, ha elaborato una tecnica che mira a far apprendere attivamente al paziente i movimenti senza doverlo sollevare di peso. Si tratta della <strong>Tecnica di Movimentazione Attiva</strong> che sfrutta le componenti residue del sistema motore nel disabile per spostarlo con maggiore facilità e sicurezza.<br />
Per chi volesse saperne di più sull’argomento qui sotto troverete un piccolo approfondimento.</p>
<p><a href="/wp-content/uploads/Tecnica-di-movimentazione-attiva.pdf" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-1663 size-medium" src="https://www.atlasmedica.eu/wp-content/uploads/Tecnica-di-movimentazione-attiva-1-223x300.jpg" alt="" width="223" height="300" srcset="https://www.atlasmedica.eu/wp-content/uploads/Tecnica-di-movimentazione-attiva-1-223x300.jpg 223w, https://www.atlasmedica.eu/wp-content/uploads/Tecnica-di-movimentazione-attiva-1-200x270.jpg 200w, https://www.atlasmedica.eu/wp-content/uploads/Tecnica-di-movimentazione-attiva-1-400x539.jpg 400w, https://www.atlasmedica.eu/wp-content/uploads/Tecnica-di-movimentazione-attiva-1.jpg 500w" sizes="(max-width: 223px) 100vw, 223px" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.atlasmedica.eu/tecnica-di-movimentazione-attiva/">TMA – Tecnica di Movimentazione Attiva</a> proviene da <a href="https://www.atlasmedica.eu">Atlas Medica</a>.</p>
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